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Il Teatro Fa Bene www.ilteatrofabene.it è un’esperienza ancora in corso (stiamo lavorando al libro e al documentario che racconteranno questa avventura) ma che ha già dato i risultati sul campo che si proponeva: una tournée con cinque spettacoli teatrali in altrettanti villaggi nella provincia di Cabo Delgado, ai confini tra Mozambico e Tanzania, con oltre 3.500 spettatori, soprattutto donne, a cui è arrivato il messaggio su come gestire meglio la gravidanza e la cura dei neonati. Per farlo abbiamo utilizzato i canoni della commedia dell’arte, con una pièce scritta ad hoc da Jacopo Fo, coinvolgendo attori amatoriali mozambicani che hanno precedentemente fatto uno stage di due mesi presso la Libera Università di Alcatraz. 

Un progetto che non avrebbe mai potuto essere realizzato senza il contributo ideativo, organizzativo e finanziario di Eni Foundation e la collaborazione di Medici con l’Africa Cuamm.

Uno dei risultati indiretti di questa iniziativa è che ha avuto e sta avendo una larga eco sui media: per limitarci all’Italia si stima che già oggi gli articoli ed i video diffusi dai media italiani abbiano superato il valore economico (il valore cioè che quegli spazi avrebbero se fossero stati acquistati per pubblicità a pagamento) di un milione di euro.

Una prova tangibile che fare del bene può fare bene (anche) a chi lo fa.

Ma quali sono i requisiti necessari per raggiungere simili risultati in termini di Media Reputation?

Essenzialmente 3 (più uno):

  1. Realizzare iniziative di utilità sociale che partano dalla effettiva conoscenza delle questioni che si intende affrontare, delle loro cause, del contesto (persone, ambiente) in cui si opera. Così, nel caso de Il Teatro Fa Bene, è stato necessario prima una accurata fase di studio in loco per trovare i sistemi migliori per comunicare in base alla cultura dei luoghi ed ai vincoli esogeni (per esempio, a Cabo Delgado 76% di analfabetismo e solo un terzo della popolazione parla la lingua ufficiale, il portoghese. Da qui la scelta di uno spettacolo anziché la diffusione di testi scritti; l’uso dello swahili e non la lingua ufficiale del Paese).
  2. Cercare delle forme nuove e originali, le uniche che consentano di farsi sentire,  “fare la differenza” in un mondo super oberato dalle comunicazioni e dai messaggi più disparati e spesso imitativi di altri precedenti.
  3. Fare ricerche, prima e dopo le iniziative di utilità sociale, per capirne gli effetti e migliorarle e migliorarsi.

E infine, last but not least, fare cose in cui si crede davvero e farle con piacere.

 

 

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