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Secondo le nostre analisi più recenti negli ultimi tre anni in Europa il numero delle imprese che realizzano prodotti o servizi dichiaratamente attenti all’ambiente o alla sostenibilità sociale è più che raddoppiato.
Non passa giorno senza che mi arrivi almeno un comunicato di un’impresa che segnala le sue iniziative di sostenibilità.
Si tratta di un’onda crescente che non dipende (solo) dalla buona disposizione d’animo delle imprese e dei loro manager ma anche da un calcolo economico semplice: la domanda di prodotti e servizi diciamo così “green” o “attentive to the social aspects” è crescente e sembra non soffrire neanche degli effetti della crisi.


D’altra parte gli utenti, i destinatari dei prodotti e servizi, diventano sempre più attenti. Qualche anno fa spesso bastava affermare la “ecologicità” di un prodotto; oggi gli utenti vogliono che questa dichiarazione sia suffragata da dati, informazioni, certificazioni che dimostrino la fondatezza delle affermazioni.
Manca ancora, è bene dirlo, un cambio di passo fondamentale: l’adeguamento dei prezzi dei prodotti green e attentive a quelli diciamo così normali.
Troppo spesso accade che i primi costino significativamente di più dei secondi e questo ne frena lo sviluppo e la diffusione. E non sempre questo differenziale di prezzo è giustificato dai costi. Questa distanza di prezzo dà paradossalmente ai prodotti green o attentive un’aura di prodotti di élite: paradossalmente perché solo un loro uso di massa può produrre gli effetti benefici sull’ambiente e sulla società che si proporrebbero.
Insomma si può dire che siamo in una fase di passaggio: prima o poi (speriamo più prima che poi) assisteremo alla trasformazione della green economy nella blu economy, il cui obiettivo è, anche grazie ad innovazioni che utilizzano sostanze già presenti in natura, effettuare minori investimenti, creare più posti di lavoro, conseguire ricavi maggiori, ridurre il costo dei prodotti e servizi.
La nascita del Gruppo Atlantide avviene proprio in questa fase di passaggio, con l’obiettivo di contribuire a far emergere o riemergere risorse, capacità, intelligenze orientate alla green economy o (meglio ancora) alla blu economy; sostenere imprese ed enti che hanno intrapreso o vogliano intraprendere questo percorso; far crescere una community di cittadini e manager che operino in questa direzione.
Tutto ciò non nasce dal nulla ma dall’esperienza e la competenza di un insieme di società e di persone che hanno deciso di mettere assieme il loro know-how nei campi del marketing, delle tecnologie, della formazione… e la loro rete di conoscenze e collegamenti.
Uno dei maggiori patrimoni del Gruppo Atlantide già al suo nascere è poter contare su un dialogo stabile con 1.000.000 di cittadini e 30.000 manager, attraverso siti, newsletter, eventi sul territorio e nel web.
Il Gruppo Atlantide è un sistema a rete e aperto. Aperto anche a te.

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