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Secondo le analisi del Gruppo Atlantide negli ultimi tre anni in Europa il numero delle imprese che realizzano prodotti o servizi dichiaratamente attenti all’ambiente o alla sostenibilità sociale è più che raddoppiato. E sono ancora di più quelle che stanno dando, in un modo o nell’altro, una connotazione “green” ai loro prodotti.

In questo clima si inserisce la rivincita di Santa Claus.

Spiego: prima che Coca Cola “ingaggiasse” a sua insaputa Santa Claus per fargli fare il testimonial principale delle sue campagne e lo vestisse di rosso come il colore del brand, Santa Claus andava in giro con il suo vestito originario verde. Poi le campagne pubblicitarie massicce di Coca Cola con Santa Claus, vestito di rosso come il marchio della bevanda, hanno sedimentato la sua immagine, nella memoria collettiva, associata a questo colore. Ma forse ora la storia sta per cambiare.

Succede che Coca Cola senta irresistibile il richiamo del “green” e lanci una nuova versione: Coca Cola Life ( “solo” 13 cucchiani di zucchero a bottiglia anziché i 21 della versione classica. Fonte: Il Fatto Alimentare)

Colore di Coca Cola Life? Verde! Il colore simbolo dell’ambiente, del benessere, dei prodotti salutistici…

Magari vuoi vedere che tra un pò Santa Claus potrà di nuovo indossare i suoi vestiti verdi?

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Un’altra recente metamorfosi cromatica si è registrata da parte di un altro colosso, considerato da molti il leader dello junk food: Mc Donald’s. Anche Mc Donald’s vira verso il verde, addirittura modificando lo sfondo del marchio, cambia il look dei punti vendita, inserisce prodotti più “salutistici”…

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Assistiamo ad un’onda che ormai tocca anche le grandi corporation e che dipende da un calcolo economico semplice: la domanda di prodotti e servizi diciamo così “green” è crescente e sembra non soffrire neanche degli effetti della crisi. In fondo si tratta dell’applicazione di una delle regole di base del marketing: “è meglio vendere ai clienti quello che vogliono anziché cercare di convincerli a comprare quello che vogliamo vendergli noi”.  Ed assieme a comportamenti coerenti assistiamo ed assisteremo anche ad operazioni di “green washing” da parte di alcune imprese.

D’altra parte gli utenti, i destinatari dei prodotti e servizi, diventano sempre più attenti. Qualche anno fa spesso bastava affermare la “ecologicità” di un prodotto; oggi gli utenti vogliono che questa dichiarazione sia suffragata da dati, informazioni, certificazioni che dimostrino la fondatezza delle affermazioni, azioni concrete che dimostrino l’impegno dell’impresa anche attraverso  iniziative di utilità sociale …

La spinta “dal basso” verso le imprese quindi c’è, è sempre più forte e progressivamente più attenta. Questo condiziona i comportamenti delle imprese, anche delle grandi corporation, a volte attraverso scelte “di facciata”, con l’obiettivo di cambiare qualcosa perché non cambi nulla, altre volte con convinzione.

Noi, con il Gruppo Atlantide, stiamo dando il nostro piccolo contributo premiando ogni anno attraverso Premio Natura i prodotti più rispettosi dell’ambiente. Aspettando che anche Santa Claus ritorni verde.

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