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Nel mondo dell’advertising si parla sempre più di frequente di “new internet” come antitesi all’ “old internet”. Il secondo rappresenta in fondo tutto ciò a cui ci eravamo abituati fino a poco tempo fa. Il primo invece, il new internet, consiste in tutto quell’insieme di rivoluzioni, piccole e grandi, che stanno sconvolgendo e ancor più sconvolgeranno il modo di investire nell’advertising su web e social.

In estrema sintesi, questa rivoluzione riguarda due aspetti:

– il contesto generale

– i soggetti (editori internet in senso lato) su cui investire.

In questa prima parte mi occupo del contesto generale. Ecco in cosa consiste la rivoluzione in atto:

  • Propensione sempre maggiore verso forme di rappresentazione dinamiche dell’advertising (video, interazione)
  • Crescita dell’importanza della componente social sia come veicolo (social network) sia come forma di linguaggio (dialogo, engagement)
  • Sistemi di targeting sempre più accurati (data profiling, big data)
  • Sistemi di acquisto degli spazi vieppiù automatizzati e vicini al real time (ad exchange attraverso real time bidding).
  • Compenetrazione dell’advertising con il medium/testata (native advertising)
  • Passaggio della fruizione dell’advertising da device fissi a device mobili
  • Progressiva trasformazione dell’investitore pubblicitario in investitore/editore e quindi contemporaneamente acquirente e offerente.

Così è già tanta roba. Ma l’aspetto più importante e spesso trascurato riguarda i soggetti su cui investire (gli editori internet)  la cui importanza e capacità di incidere sta cambiando profondamente sotto la spinta dei cambiamenti di abitudini e aspettative degli utenti.

Sarà questo il tema delle prossime puntate

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